Momento idelae per l'accoppiamento

Con i termini ipofertilità e infertilità vengono rispettivamente indicate la diminuita o assente capacità di generare una progenie.

Si tratta di un grosso problema professionale per l’allevatore che tuttavia essere può essere notevolmente ridimensionato quando lo si affronti con criteri scientifici ed alla luce di recenti e non confutabili acquisizioni che la ricerca ha messo a nostra disposizione.

Le cause di ipofertilità possono ,teoricamente essere molte,e vanno da alterazioni anatomiche congenite,malattie ( es.infettive) o relativi postumi,patologie ormonali ed altro ancora; tuttavia dobbiamo tener ben presente che tutte le statistiche condotte in tal senso hanno dimostrato che la stragrande maggioranza di casi in cui la monta non ha dato esito,è riconducibile ad un errore nella scelta del momento dell’accoppiamento,mentre altre cause di infertilità o ipofertilità dei riproduttori sono in effetti talmente poco frequenti da render plausibile che vengano prese in considerazione solo dopo che più di un tentativo di accoppiamento, programmato con i criteri scientifici che vedremo, sia andato a vuoto.

Per sapere quando accoppiare la cagna è fondamentale individuare il momento preciso in cui avviene l’ovulazione.

 

CICLO ESTRALE DELLA CAGNA

 

La pubertà ha inizio col primo calore,che può fisiologicamente manifestarsi fra il 6° ed il 24° mese di vita,mediamente a 10-12 mesi.

Il ciclo estrale è suddiviso in 4 fasi denominate PROESTRO,ESTRO,DIESTRO,ANESTRO.

Sebbene alcune classificazioni indichino col nome di METAESTRO il periodo che segue l’estro canino,tale suddivisione risulta impropria nel Cane, poiché alcuni aspetti che in altre specie caratterizzano questa fase (come la maturazione del corpo luteo), nella specie canina avvengono già all’inizio dell’estro.

L’intervallo interestrale è di circa 6 mesi,con una variazione di 5-8 mesi.

 

PROESTRO

E’ caratterizzato clinicamente dall’inizio delle perdite vaginali ematiche,dall’ingrossamento della vulva,che appare turgida e compatta,dall’interessamento dei maschi che però vengono solitamente rifiutati in questa prima fase.

Da un punto di vista ormonale il proestro corrisponde alla fase follicolare del ciclo,caratterizzata da l’incremento degli estrogeni .

Da un punto di vista citologico lo striscio vaginale è costituito quasi interamente da cellule non corneificate.

La durata media del proestro è di 9 giorni,ma con una variabilità che può andare dai 3 ai 17 giorni.

 

 

ESTRO

 

Le manifestazioni esteriori che lo caratterizzano sono rappresentate principalmente dal fatto che la cagna accetta il maschio,spesso sollevando la coda o piegandola lateralmente quando questi ne esamini la regione perianale; persistono le perdite vulvari che tendono a diventare meno ematiche fino a trasparenti o quasi.

Da un punto di vista ormonale all’interno del periodo estrale inizia la secrezione di ormone LH, ed aumenta progressivamente la concentrazione di progesterone nel sangue,entrambi eventi strettamente correlati con la imminente ovulazione e di fondamentale importanza per la sua corretta previsione.

Il campione citologico vaginale raccolto nel primo giorno di estro cambia radicalmente da quello del giorno precedente,ultimo del Proestro,ed è rappresentato quasi esclusivamente da cellule grandi,di forma poligonale scarsamente nucleate dette cellule “corneificate”; questo fatto è di fondamentale importanza pratica per distinguere nettamente e con sicurezza le due fasi.

Durante tutta la fase estrale l’aspetto citologico dello striscio rimane pressoché identico fino al primo giorno di diestro,quando torna repentinamente ad assumere un aspetto molto simile a quello del proestro.

Da quanto sopra dovrebbe risultare subito chiaro che l’esame dello striscio vaginale non è un valido indicatore di previsione del giorno dell’ovulazione;esso permette esclusivamente di distinguere con chiarezza la fase dell’estro da quella precedente e da quella successiva.

La durata dell’estro è in media di 9 giorno,ma la sua variabilità è considerevole (dai 3 ai 21 gg).

 

DIESTRO

 

E’ il periodo che segue l’estro,dura circa 60 gg,con variazioni dai 50 agli 80 gg.

Da un punto di vista ormonale è interamente dominato dal Progesterone e termina quando le concentrazioni di questo ormone scendono sotto i 2 microgrammi/ml.

Il primo giorno di Diestro ha luogo mediamente 6 giorni dopo l’ovulazione,ed è individuabile citologicamente con l’analisi dello striscio che evidenzia cellule epiteliali in prevalenza non corneificate.In questo senso, e solo in questo senso lo striscio vaginale ci dà informazioni abbastanza precise sul momento dell’ovulazione, ma hanno un valore retrospettivo e non possono essere impiegate sul momento per accoppiare la cagna,essendo ormai trascorso troppo tempo dal giorno utile; potranno semmai tornare utili per il calore successivo dal momento ogni cagna tende ad ovulare sempre al medesimo momento del ciclo.

 

ANESTRO

 

E’ la fase di riposo dell’apparato riproduttivo,in cui le concentrazioni di ormoni ovarici sono minime.

Termina con il Proestro successivo,la sua durata è di circa 4-5-mesi.

 

Da quanto detto, appare chiaro quanto variabile e quindi poco prevedibile sia il ciclo estrale della cagna nella durata delle sue fasi e nella puntualità delle sue manifestazioni esteriori :

in un caso il Proestro ,che dura il media 9 gg, può arrivare a 15-18 gg,in un altro possiamo avere Proestro ed Estro molto brevi ed un lungo periodo di Diestro;si tratta sempre di variabili normali,che tuttavia renderanno infruttuosi i tentativi di avere una cucciolata accoppiando in giorni fissi e prestabiliti (es. 9° e 11°).

E’ pur vero che la longevità dello sperma canino all’interno delle vie genitali femminili rende comunque alta la probabilità di concepimento,per cui se abbiamo il maschio a disposizione accoppiando a gg alterni o ogni 2 gg dal momento in cui la femmina è recettiva in poi, le probabilità di successo saranno comunque più che accettabili.

Esistono però situazioni in non ci possiamo permettere di sbagliare,ed una programmazione razionale della monta diviene indispensabile: è il caso di un accoppiamento particolarmente importante, o quando l’allevatore debba spostarsi per lunghe distanze per effettuarlo con la possibilità di effettuare solo una o due monte; ancora quando un accoppiamento a cui teniamo particolarmente abbia già dato esito infruttuoso,ricordando quanto detto circa le probabile cause di infertilità.

In tutti questi casi,affidarci ad una programmazione dell’accoppiamento fatta con criteri empirici appare una scelta del tutto sconsiderata,visti i costi e le probabilità di un insuccesso.

DETERMINAZIONE DEL MOMENTO DELL’OVULAZIONE

 

STRISCIO VAGINALE .

Capita di frequente che il cliente chieda al veterinario di eseguire lo striscio vaginale per “sapere se è il momento buono” per l’accoppiamento; è opportuno allora, anche ripetendo ciò che in parte è gia stato detto, spiegare bene che cosa questo esame può o non può dirci, indipendentemente dalle capacità di chi lo esegue:

L’esame citologico dell’epitelio vaginale consente di individuare con sicurezza il periodo estrale, durante il quale più del 90 % degli elementi epiteliali vaginali ha delle caratteristiche particolari per cui viene definito “corneificato”,a differenza dei periodi di Proestro e di Diestro,durante i quali detti elementi sono in prevalenza “non corneificati”.

Tuttavia più di questo lo striscio non può dirci; esso ci indica il periodo di Estro,all’interno del quale certamente l’ovulazione cadrà , ma non sappiamo quando,e data la variabilità della sua durata, sono indispensabili ulteriori indagini per saperlo.

 

DETERMINAZIONE DEI LIVELLI SIERICI DI PROGESTERONE

 

Durante l’Anestro ed il Proestro il progesterone si trova nel siero ad una concentrazione inferiore a 1 micrigrammo/ ml.

Durante il periodo preovulatorio (all’interno della fase Estrale),esso viene secreto dai follicoli luteinizzati e la sua concentrazione nel siero inizia a salire sino a raggiungere il livello di 4 – 8 microgrammi/ml al momento dell’ovulazione (alcuni autori riportano valori leggermente diversi).

Ora, è accertato scientificamente che Il momento migliore per accoppiare la cagna è il secondo giorno dopo l’ovulazione ,ragione per cui, facendo alcuni dosaggi di Progesterone sierico fino ad ottenere un valore vicino a 4 microgr./ml, abbiamo ancora un paio di giorni per effettuare eventuali spostamenti ed accoppiare la cagna con la sicurezza di non sbagliare il momento.

Per una migliore comprensione del rapporto tra progesteronemia e prossima ovulazione può essere applicato (con qualche approssimazione) il seguente schema :

 

Progesterone ( microgrammi / ml)

 

< 1

ANESTRO O PROESTRO

Tra 1 e 1,9

Ovulazione entro 3 giorni

Tra 2 e 2,9

Ovulazione entro 2 giorni

Tra 3 e 3,9

Ovulazione entro 1 giorno

Tra 4 e 8

OVULAZIONE

> di 8

Se con cellule corneificate :da 1 a 5 gg dopo l’Ovulazione

> di 8

Senza cellule corneificate : DIESTRO

 

Va tuttavia tenuto presente che la velocità degli incrementi della Progesteronemia,dopo quello iniziale non è affatto lineare,per cui ad esempio,per valori da 1 a 1,9, l’ovulazione avverrà sicuramente entro i 3 giorn, ma non sappiamo se il terzo giorno o tra poche ore!

IN CONCLUSIONE :

Da tutto quanto sopra esposto risulta che la prassi corretta per scegliere con sicurezza il momento dell’accoppiamento è la seguente:
1) effettuare uno striscio vaginale tutti i giorni o a giorni alterni sin dai primissimi giorni di calore ( inizio perdite ematiche),fino ad individuare il primo giorno di estro ( cellule epiteliali vaginali corneificate);

 

2)effettuare il dosaggio del progesterone a partire dai primi giorni di estro ogni 1 –2 giorni fino ad ottenere un valore interpretabile ( > 1 microgr./ml);

 

3)quindi eseguire il dosaggio ogni giorno fino ad individuare un valore fra 4 e 8 microgr./ ml (ovulazione) o molto prossimo ad esso.

 

4)effettuare la monta il giorno dell’ovulazione ( se possibile) e 2 giorni dopo (momento ideale).

 

Di solito necessitano 2-4 dosaggi di progesterone per individuare l’ovulazione,per cui il costo complessivo del procedimento risulta assolutamente accettabile, specie se paragonato a quello di un accoppiamento infruttuoso.

In ultimo va specificato,anche se questo elude il tema di questa trattazione,che la conoscenza del giorno dell’ovulazione è anche di grande aiuto nella previsione del parto: è dimostrato infatti che la cagna porta 63 giorni con una variazione media di sole 24 ore, ma a partire appunto dal giorno dell’ovulazione, e non dal giorno della monta, come viene comunemente ed erroneamente considerato;conoscendo il giorno 0 ( ovulazione) possiamo quindi calcolare con pochissimo errore quando dovrebbe partorire la cagna,ed avremo modo di organizzarci al meglio per gestire ed eventualmente monitorare gli ultimi giorni di gravidanza ed il parto stesso

 

Il linfoma, "re" dei tumori nel gatto.

Il linfoma è il processo neoplastico più frequente nel gatto e rappresenta il 50-70% dei tumori ematopoietici felini. La forma gastroenterica è quella più frequente, con incidenza pari al 31% dei linfomi felini.

Prima degli anni '80 e della commercializzazione del vaccino, il virus della leucemia felina ( FeLV) era responsabile del 70% dei casi di linfoma gastroenterico nel gatto. Malgrado la riduzione della diffusione di questo retrovirus, la prevalenza del linfoma è in aumento, questo fa  pensare che il retrovirus non sia il principale imputato.

E caratterizzato da un infiltrazione del tratto gastrointestinale da parte di linfociti neoplastici, con o senza infiltrazione dei linfonodi. I linfomi gastroenterici possono essere così classificati: a gradi cellule blastiche ( elevato grado di malignità, invasione parietale rapida e disseminazione linfonodale) infocitici a piccole cellule ( basso grado di malignità, possono rimanere confinati agli strati superficiali della parete gastrointestinale) a grandi linfociti granulari.

i sintomi possono essere molto specifici o generici e vanno da semplice inappetenza, dimagramento  fino a vomito e diarrea.

 

Nuovo sito quasi ultimato

Dato che state leggendo queste parole credo che vi sia già chiaro che il sito della Clinica San Rocco è attivo e funzionante, fate girare il link, pubblicheremo qui iniziative di vario genere, provare per credere!

La placca dentaria

La placca è un accumulo di specie differenti di batteri presenti nella bocca, da 250 a 300, localizzato in sede sopra e sotto gengivale, che col tempo passa da normale flora aerobica  a una anaerobica. Questo biofilm batterico, se non rimosso quotidianamente, dopo 24 ore dà luogo a deposizione di sali minerali, naturalmente presenti nella saliva, che ne determinano la calcificazione e la trasformazione in tartaro.

La predisposizione varia da soggetto a soggetto, con maggiore frequenza nelle razze brachicefale, e i denti più colpiti l'ultimo premolare e il primo molare dell'arcata superiore. Ma con il procedere del fenomeno vengono via via coinvolti tutti i denti e la progressiva "tartarizzazione" della placca provoca la formazione di una superficie porosa che facilita l'ulteriore adesione dei batteri. esiste sicuramente una predisposizione soggettiva, in quanto esistono cani che, nonostante la veneranda età, hanno denti quasi perfetti e soggetti giovanissimi che hanno la bocca ridotta ad un campo di battaglia.

La formazione di placca e tartaro causa infiammazione   e retrazione gengivale, che possono essere dolorosi o fastidiosi, oltre chè essere fonte di alitosi.

Nei casi più gravi è comunque possibile eseguire interventi di Detartrasi e pulizia dentale per ripristinare una salutare igiene orale.