Con i termini ipofertilità e infertilità vengono rispettivamente indicate la diminuita o assente capacità di generare una progenie.

Si tratta di un grosso problema professionale per l’allevatore che tuttavia essere può essere notevolmente ridimensionato quando lo si affronti con criteri scientifici ed alla luce di recenti e non confutabili acquisizioni che la ricerca ha messo a nostra disposizione.

Le cause di ipofertilità possono ,teoricamente essere molte,e vanno da alterazioni anatomiche congenite,malattie ( es.infettive) o relativi postumi,patologie ormonali ed altro ancora; tuttavia dobbiamo tener ben presente che tutte le statistiche condotte in tal senso hanno dimostrato che la stragrande maggioranza di casi in cui la monta non ha dato esito,è riconducibile ad un errore nella scelta del momento dell’accoppiamento,mentre altre cause di infertilità o ipofertilità dei riproduttori sono in effetti talmente poco frequenti da render plausibile che vengano prese in considerazione solo dopo che più di un tentativo di accoppiamento, programmato con i criteri scientifici che vedremo, sia andato a vuoto.

Per sapere quando accoppiare la cagna è fondamentale individuare il momento preciso in cui avviene l’ovulazione.

Il linfoma è il processo neoplastico più frequente nel gatto e rappresenta il 50-70% dei tumori ematopoietici felini. La forma gastroenterica è quella più frequente, con incidenza pari al 31% dei linfomi felini.

Prima degli anni '80 e della commercializzazione del vaccino, il virus della leucemia felina ( FeLV) era responsabile del 70% dei casi di linfoma gastroenterico nel gatto. Malgrado la riduzione della diffusione di questo retrovirus, la prevalenza del linfoma è in aumento, questo fa  pensare che il retrovirus non sia il principale imputato.

La placca è un accumulo di specie differenti di batteri presenti nella bocca, da 250 a 300, localizzato in sede sopra e sotto gengivale, che col tempo passa da normale flora aerobica  a una anaerobica.

Questo biofilm batterico, se non rimosso quotidianamente, dopo 24 ore dà luogo a deposizione di sali minerali, naturalmente presenti nella saliva, che ne determinano la calcificazione e la trasformazione in tartaro.

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